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Il Comitato Pendolari Siciliani composto dai Pendolari del treno: Messina-Catania-Siracusa, Messina-Palermo, Catania-Caltagirone-Gela, Ragusa, Caltanissetta-Palermo, Agrigento-Palermo e Trapani-Palermo e da cittadini che hanno a cuore il trasporto ferroviario regionale in Sicilia, fonda la propria azione sul totale rifiuto delle logiche di profitto sulla mobilità pubblica, che considera un aspetto essenziale e strategico dell’economia e della salute del territorio Siciliano. Ogni singolo Comitato dei Pendolari ha il dovere di portare avanti le istanze dei territori di loro competenza coordinandosi di volta in volta con il Comitato Pendolari Siciliani.
Il Comitato Comitato Pendolari Siciliani intende intervenire nella situazione dei trasporti del territorio regionale e nazionale, con particolare riferimento al trasporto su rotaia e su gomma, chiedendo un confronto paritetico e partecipato con le istituzioni di governo sulle politiche in tema di ferrovie regionali e TPL, rispondenti alle esigenze reali della comunità.
Il Comitato Comitato Pendolari Siciliani sostiene la centralità delle esigenze dei pendolari e del trasporto pubblico, sulla base del DPR 753/80, della Carta Europea del viaggiatore, del Regolamento Europeo 1370/2007, delle altre leggi regionali e nazionali.

Attività

Con i nuovi orari ferroviari scompare la fermata del treno 12865 alla stazione di Calatabiano.

Con il cambio dell’offerta commerciale ferroviaria del 15 dicembre scorso, per una svista o per altro recondito motivo il treno regionale 12865 delle ore 5.40 non effettua più la fermata alla stazione di Calatabiano alle ore 7.00. Questa disattenzione sta procurando enormi disagi all’utenza pendolare del luogo che non ha da domenica 15 c.m. la possibilità di poter viaggiare con il primissimo treno regionale della mattina che arriva a Catania alle 7.30.
L’utenza pendolare di Calatabiano al momento è costretta a spostarsi con i propri mezzi alla stazione di Alcantara o alla stazione di Fiumefreddo di Sicilia. Prontamente, ci siamo accorti di questa anomalia e l’abbiamo segnalata al dirigente del Dipartimento Trasporti non ottenendo alcuna risposta.

Caltagirone-Catania nuovi orari, vecchi disagi e disservizi.


Già dal cambio orario di domenica 15 dicembre i disagi per i pendolari del Calatino non si interrompono. Lunedì 16, martedì 17 e mercoledì 18 dicembre sono stati soppressi i treni regionali 12810 delle 16.30 da Caltagirone a Catania e il treno regionale 12813 delle 19.15(il giorno 18 da Vizzini-Licodia a Catania) da Catania a Caltagirone procurando, sicuramente, enormi disagi all’utenza pendolare visto che sono i due treni di ritorno dopo una giornata di lavoro o studio da entrambe le città. Oltre alle soppressioni in questi tre giorni i  treni 12806 delle 6.11, il 12809 delle 14.10  e il 12810 (giorno 18)hanno accumulato ritardi, sempre nei tre giorni, pari a 192 minuti.
Un servizio di trasporto ferroviario che doveva essere migliorato, incentivato cioè a portata di mano dell’utenza per riavvicinarli al mezzo ecologico per eccellenza dopo due anni circa dalla chiusura della tratta.

Il Comitato Pendolari Siciliani ha effettuato il monitoraggio di circa 11.000 dei treni nelle principali tratte ferroviarie


Un forte e moderno servizio ferroviario è indispensabile per costruire un sistema dei trasporti efficiente nelle aree metropolitane. Tra l’altro c’è un’altra questione che dovrebbe far riflettere in un periodo difficile per tante famiglie, come la possibilità di ridurre i costi di spostamento utilizzando i mezzi collettivi, ​cosa che per tante persone può rappresentare una vera boccata di ossigeno, oltre che un miglioramento significativo della qualità della vita.
Ed è significativo constatare quanto stia crescendo l’organizzazione della rappresentanza dei pendolari, con comitati oggi diffusi in quasi tutte le Regioni italiane, che chiedono più treni, puntuali, nuovi, puliti. Dare risposta a questa domanda è quanto mai strategico per un Paese come l’Italia, e per questa nostra regione, la Sicilia.
La spiegazione delle difficoltà dello spostarsi in treno quotidianamente verso le principali città siciliane è semplice, basta guardare i dati sugli investimenti per il servizio, l’acquisto di materiale rotabile e le infrastrutture.

Caro tariffe aeree. Ai siciliani non resterebbe che volare...con Isee alla mano


Di sicuro non sarà l’eventuale costruzione del ponte sullo Stretto a riavvicinare ed unire la Sicilia al continente Italia e all’Europa ma l’attuazione immediata di un’attenta programmazione infrastrutturale per ridurre quel gap in cui in è stata volutamente relegata in questi ultimi 50 anni.
Sorvolando sulle difficoltà e la penuria di collegamenti ferroviari da e per la Sicilia, cinque coppie treni di cui quattro collegano l’Isola con Roma e una con Milano. Appena dieci ore circa per raggiungere Roma e più del doppio per raggiungere Milano.
Ai Siciliani quindi non resterebbe che volare.
Ma anche volare per i Siciliani è diventato un vero incubo per il salasso degli eccessivi costi dei biglietti aerei.

E’ nostro dovere rispondere, principalmente per la corretta e dovuta informazione, alle non risposte dell’assessore Falcone.


L’Assessore Falcone dichiara che il rappresentante dei pendolari, Giosuè Malaponti, non dica il vero sulla nota stampa “Il trasporto e le infrastrutture ferroviarie in Sicilia languono nell’oblio, negli annunci e anche nei fatti” (vedi link).
A noi, e personalmente al responsabile del Comitato Pendolari Siciliani - Ciufer, non interessano i titoli sui giornali ma ringraziamo le varie redazioni che ci danno voce per rappresentare le istanze di migliaia di pendolari da sottoporre all’attenzione di una classe politica che non ha mai usato il treno, con la stessa frequenza di studenti, lavoratori che hanno scelto il treno come mezzo di trasporto per raggiungere i luoghi di studio, di lavoro e/o svago.
Desideriamo attenerci solo ai fatti e non ai vari annunci a cui è abituata la politica.
Noi non abbiamo mai dichiarato quanto afferma l’assessore regionale ai trasporti Marco Falcone: